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La nostra storia

 

Era il 1973 quando ho iniziato a studiare, sperimentare e fare produrre compost per conto della ditta Italcampo di Bologna, in qualità di direttore tecnico. L’azienda produceva e vendeva fertilizzanti a base di compost  denominati allora concimi organici, in tutta Italia a prezzi iperbolici, attraverso una possente rete commerciale.

Ero anche direttore del Centro Studi di Agrobiologia, attraverso il quale avevo contatti con il mondo intero soprattutto nei settori dell’agricoltura biologica e biodinamica, dell’ambiente e del compostaggio.

 

Nel 1976 ho presentato il primo manifesto dell’agricoltura biologica in Italia, successivamente pubblicato nel Bollettino Informativo che il Centro Studi inviava in mezzo mondo. Quando parlavo nei convegni la gente diceva che eravamo dei pazzi o dei sognatori o dei visionari, poi piano piano si è sviluppata la coscienza e la conoscenza e sia il compostaggio che l’agricoltura biologica hanno avuto in Italia un grande sviluppo.

 

Tuttavia, lo sviluppo del compostaggio è stato in qualche modo anomalo, come già denunciavo nel libro che ho scritto, pubblicato dalla Fondation Patino di Ginevra in lingua francese “La Planete  Dechet”  e spagnola “El Planeta de los Deshechos”.

 

Sin d’allora sostenevo che si doveva fare una sorta di rivoluzione copernicana, perché il compostaggio ed in genere il riciclaggio dei rifiuti veniva attuato da aziende che nulla avevano a che fare con l’agricoltura o con l’industria, ma che realizzavano gli impianti attratti unicamente dai profitti che derivavano dal ricevimento dei rifiuti, mentre io ho sempre sostenuto che si deve partire dal prodotto che si deve ottenere, utilizzando quindi le conoscenze del modo nel quale si deve inserire il prodotto che col riciclaggio si ottiene.

 

Le attività di riciclaggio devono essere svolte con grande attenzione e conosenza, perché la natura provvida recicla ogni cosa per mantenere intatto il patrimonio che possiede, ma questo meccanismo è terribilmente dannoso se produciamo compost inquinato perché in tal modo ricicleremo inquinamento nel terreno, nelle piante, negli animali e nell’uomo che è al vertice della catena alimentare.

 

Sin d’allora ho progettato impianti per produrre prodotti di qualità ed inserirli in un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della salute  e degli equilibri naturali e per questo sono approdato ai microrganismi effettivi, che sposati con le mie conoscenze impiantistiche e con quelle dell’agricoltura possono portate a grandissimi vantaggi in una gestione perfettamente in linea con i processi che madre natura ha creato, semplificando anche le apparecchiature e la gestione degli impianti.

 

Le mie ricerche sulla Paulownia mi hanno poi indicato una strada importante per l’agricoltura, ma soprattutto per l’ambiente, per la salvaguardia del terreno e per uno sviluppo strategico del territorio.

 

Dr. Mario De Nardo

SETTORI DI INTERVENTO

1

Studi generali del problema dei rifiuti urbani, agro-zootecnici ed industriali a livello  comunale, comprensoriale,  regionale e nazionale;  ottimizzazione dei sistemi di  raccolta e trasporto dei rifiuti; pianificazione territoriale.

Progettazione di impianti di smaltimento, selezione, riciclaggio, digestione, compostaggio di rifiuti solidi  urbani ed assimilabili  e di valorizzazione di materiali di recupero.

2

3

Progettazione di impianti per la produzione di fertilizzanti organo-minerali e organici innovativi e assistenza tecnico-commerciale alla gestione.

4

5

Piattaforma rifiuti secchi

Degradazione idrocarburi

Progettazione di impianti per la produzione di energia.

Progettazione di bonifica ambientale e di recupero di vecchie discariche, studi di impatto ambientale e di inserimento di strutture industriali nel paesaggio.

6

Progettazione di scarichi controllati, di impianti di captazione e di utilizzazione biogas per la produzione di energia.

7

Assistenza al collaudo, avviamento e  gestione di impianti  di lavorazione   di   rifiuti solidi  urbani,  agricoli e  industriali  e  alla  commercializzazione  dei   prodotti   e   dei   materiali   derivanti.

 

 

 

Consulenze  e progettazioni agronomiche.

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9

Organizzazione di sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti per mercati, comunità; ricerche e sperimentazioni sullo smaltimento dei rifiuti e sull'utilizzazione dei prodotti e  dei materiali di recupero.

Campagne informative ed educative sulla raccolta-recupero dei rifiuti.

 

 

Progettazione di impianti di deodorizzazione mediante filtri biologici statici, mobili, containerizzati.

10

11

Ricerche di mercato nel settore dell'agricoltura e nel settore industriale per l'impiego di materie prime-seconde, di prodotti di recupero e di fertilizzanti.

12

 

 

 

 

Studi, ricerche, sperimentazioni di sistemi innovativi.

Fasi dell’ intervento

 

Le fasi attraverso le quali si realizza l’intervento sono le seguenti:

 

   01. studio di fattibilità

 

Lo studio di fattibilità rappresenta il primo e fondamentale passo per lo sviluppo dell’intero progetto, perché soltanto con questo studio si potranno ottenere gli strumenti tecnici e finanziari per fare decollare l’iniziativa; Questo studio  sarà in grado  di fornirci:

 

   La situazione attuale.

   Gli interventi da realizzare.

   Le risorse finanziarie necessarie.

   Le ricadute sulla comunità.

 

A seguito dello studio si procede alla:

 

   02. Progettazione del sistema.

   03. Inserimento ambientale ed economico del sistema.

   04. Collegamento del sistema all’agricoltura e all’industria.

   05. Realizzazione di impianti  e attrezzature tramite aziende specializzate.

   06. Assistenza alla gestione.

   07. Assistenza alla commercializzazione.

   08. Assistenza all’educazione della popolazione.

   09. Assistenza all’informazione.

   10. Gestione delle ricadute sul territorio.

Sistemi innovati

 

Il nostro sistema propone di instaurare un ciclo virtuoso che mediante preparati naturali e semplici attrezzature, elimina rifiuti e cattivi odori, producendo fertilizzanti di grande qualità, che potranno anche venire  pellettati e  confezionati.

 

In agrozootecnia prevediamo un trattamento semplificato con salsicciotti  ( schema 1 ).

 

Per gli scarti agroalimentri prevediamo un trattamento più sofisticato, sempre con salsicciotti  ( schema 2 ).

 

Oppure utilizzando big bag appositamente riempiti ( schema 3 ).

 

Per l’industrializzazione del trattamento prevediamo l’uso di appositi container e di altre strutture ( schema 4 ).

Progetti strategici

 

Riportiamo di seguito uno schema  del progetto di sviluppo  tipo di un territorio, all’interno del quale le attività si autosostengono, senza creare rifiuti.

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